STORIA DELLA GOMMA


 

 
 

La gomma naturale ha una storia che risale a innumerevoli secoli or sono. Tale materiale viene ricavato da un vegetale chiamato propriamente "l'albero della gomma". Sono passati secoli prima che l'uomo capisse la funzionalità del liquido che questo prezioso albero secerneva. I primi ad avere un contatto diretto con questo materiale, il lattice, furono gli indigeni del Sudamerica che lo chiamarono "cahuchu", letteralmente "legno piangente", da cui deriva, per assonanza, la parola comunemente usata "caucciù".All'incirca nel XVI secolo si hanno i primi racconti riguardanti un liquido lattiginoso bianco che fatto essudare per incisione dell'albero, seccandosi formava una densa massa elastica.Gli indigeni hanno utilizzato per lungo tempo questo materiale allo stato grezzo per impermeabilizzare gli indumenti e per formare attrezzi che richiedessero una notevole elasticità.L'Europa capì l'importanza di questo prodotto per migliorare la qualità della vita e si dedicò a capirne le peculiarità e ad applicarlo su svariati articoli. Il problema fondamentale era trasportare il lattice dal Sudamerica mantenendo inalterate le sue caratteristiche. Il metodo più conservativo era far essiccare completamente il caucciù, limitandone però la lavorazione e malleabilità.Uno dei primi utilizzi del lattice essiccato fu proprio la gomma per cancellare. Il chimico Joseph Priestly notò che sfregato sulla carta, cancellava il tratto della matita. Da questo semplice utilizzo è nato il nome inglese per indicare la gomma: "rubber", dal verbo "rub" che per inciso significa "sfregare".Seguirono molti tentativi di utilizzo del caucciù, dal rivestimento di tubi, agli elastici, all'impermeabilizzazione di indumenti sia civili che industriali, mantenendo però una problematica fondamentale: l'instabilità strutturale. Il caldo e il freddo, l'umidità, l'abrasione, ne modificavano profondamente le caratteristiche come l'elasticità, il carico di rottura e la resistenza.Il primo passo verso la lavorazione del caucciù fu l'introduzione della masticazione e mescolatura. L'inglese Hancokck scoprì che l'instabilità della gomma poteva essere migliorata utilizzando un laminatoio rendendola maggiormente lavorabile, senza però risolvere ancora le problematiche legate alle temperature. Soltanto nel 1844 l'americano Goodyear brevettò un procedimento chiamato "vulcanizzazione" consistente nell'aggiungere durante la mescolatura e masticazione del lattice nuove sostanze chimiche come lo zolfo e piombo. Riscaldando tale composto si ottenne un prodotto privo di adesione e molto più stabile alle temperature.Il processo di mescolatura, masticazione e vulcanizzazione segnò profondamente il passo verso l'utilizzo in larga scala della gomma, in particolare con l'avvento dei pneumatici per automobili, un brevetto depositato dall'irlandese Dunlop.In seguito al diffondersi delle automobili sorse la necessità di creare maggiore disponibilità di lattice, che al tempo era disponibile solamente in Brasile, ottimizzandone la produzione, il trasporto e lo stoccaggio. Furono pertanto effettuati notevoli tentativi di piantare i semi dell'albero del caucciù nell'ambito europeo, ma le caratteristiche climatiche e del terreno ne impedivano fortemente la crescita. Il luogo ideale per tale pianta fu individuato nel sud-est asiatico, dove ora sorgono le maggiori piantagioni mondiali di caucciù. I più grandi Paesi produttori di lattice attualmente, infatti, sono la Thailandia, la Malesia, l'India e l'Indonesia.In seguito il continuo diffondersi in tutti i campi della gomma fece scaturire una ricerca continua per il reperimento di nuovi composti e per l'abbassamento dei costi fino a creare mescole in gomma sintetica, sempre più qualitative e polifunzionali.